Lidia's profileVelleità da globetrotterBlogLists Tools Help

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    November 23

    Perché son frivola

     
     
     
     
    Ok, la butto là. 
    Se qualcuno volesse farmi un regalo di natale, su www.asos.com , ci son queste:
                                                     
     
       
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    Io devo averle!
     
     
     
    November 22

    Annales

     
     
     
     
    Applausi scroscianti, urla da invasata, festeggiamenti familiari per la mia mamma che, con i bambini delle due quinte elementari cui insegna, è ascesa al podio del concorso nazionale " Kyoto anch'io ", promosso da Legambiente.
     
     
    Qui si stappa Moet&Chandon.
    November 16

    Just people - here too

     
     
     
    S. è il nome - in realtà, soprannome immaginifico derivante da una storpiatura del cognome - dell'unico uomo che, fino ad ora, abbia osato non ricambiare il mio amore. S., all'epoca dei funesti accadimenti cui m'affaccio, frequentava il mio liceo - lui il terzo, io il quarto anno, nonostante avessimo la stessa età, causa- bocciatura in quinto ginnasio. Voglio vi figuriate S. come il liceale - tipizzato e seriale - che, all'interno della policroma fauna studentesca del ventunesimo secolo, rappresenta il punkettone-cannaiolo-wanna be different : colorito diafano tendente al cerone, magrezza patologica che stride con altezza spropositata, capelli fissati in cresta altissima finto-spettinati, felpone dei Bad Religion, jeans sdruciti effetto-clown, all star consunte. Mi persuasi avessimo un mondo in comune, per una serie di casualità insignificanti, ch'io lessi - obnubilata dal fascino magnetico del suddetto - quali inequivocabili segni del destino: entrambi categorizzati come simil-alternativi - con tutte le potenziali cose in comune che ne derivavano; entrambi grafomani - cosa che, tra l'altro, dedussi arbitrariamente ( e qui, si coglie il livello di fanatismo cui ero approdata ) da una mezza frase della prof. d'italiano, che si riferiva al fatto che S. - no - non scrivesse proprio di merda.
    Così, poiché volevo che intendesse, senza però ch'apparissi sfacciata, mi destreggiai abilmente tra funamboliche imprese, tutte egualmente umilianti: vestivo di colori sgargianti, calze a righe sbirulinesche e pantaloni rattoppati, perché le velleità ossimoriche della mia accuratissima trasandatezza lo colpissero; in una gita, ostentai sicurezza nell'aspirare hashish dal suo bong, per poi trovarmi a tossire e simil-vomitare,mentre lui bellamente m'irrideva; durante la festa della creatività, quando si fermò per chiedermi se avessi un chewing-gum, finsi di faticare a trovarlo, così da intrattenerlo in un vaniloquio senza fine, che culminò nell'ammissione, da parte mia, di conoscere tutti i suoi dati anagrafici e biografici, compresi marca dell'acqua in uso in famiglia e data del saggio di pianoforte della cugina di terzo grado. Mi guardò, visibilmente terrorizzato, come Matthew Bellamy guarderebbe una fan collezionista morbosa delle sue mutande durante-concerto, e fuggì senza chewing-gum. 
    Qualche mese dopo, accadde l'inesplicabile: appena uscita da scuola, vidi la tizia che, allora, era considerata La Gnocca tra i simil-alternativi ( vecchia conoscenza, in quanto ex fidanzata d'un mio ex fidanzato ), percorrere la salita che, dal cancello d'entrata, conduceva all'edificio principale: pensai subito stesse cercando S., posto che la squinzia, non frequentando la nostra scuola, doveva esser lì per qualcuno. M'agitai all'istante, mentre Pia, ch'assistè alla scena, m'intimò di smetterla con le paranoie, ché quella là poteva esser lì per chiunque. Il giorno dopo, li vidi romanticamente passeggiare manina in manina. Impazzii; lui se ne accorse. Da lì, decisi non sarebbe più esistito. 
    Chiaramente, il suo fantasma ha continuato sadicamente a perseguitarmi, in quanto, a scuola, eravamo entrambi piuttosto conosciuti e la faccenda era piuttosto conosciuta e il mesto epilogo piuttosto evidente. 
    Qualche volta, lo incontro: mi vien su un sorrisino di scherno - chissà perché.