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Lidia

spigolosa.

Velleità da globetrotter

21 septembre

.

 
 
 
Tutti i sintomi li avverto nelle ruvidità degli zigomi.  Ho un modo d'affrontar il dolore, ch'è ospitarlo,
dargli spazio nel torace. Ho annusato faldoni nella biblioteca d'un ospedale e detestato questa terra
e i suoi sbreghi, che m'è parso di carnificare. Quando avrò dimenticato il male e la ricetta dei biscotti al cacao, mi piacerà pensare che amiamo 
 queneau,
 gli approcci imprecisi,
 la domenica al mattino
 e i poligoni di cioccolato.   
 
Prima d'allora, seguo la linea che chiude l'occhio per preservarla da quest'immagine di te
 
e i biscotti al cacao si fanno così:
 
250 g farina
150 g burro
125 g zucchero
50 g nocciole tritate
un uovo
due cucchiai di cacao amaro

mescolare il burro e lo zucchero. aggiungere la farina, il cacao, le nocciole e legare con l'uovo.
trasfondere il composto in una tasca da pasticciere e farne biscotti sulla placca del forno.
 cuocere quindici minuti a centottanta.
 
 
20 août

mali e monti

 

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16 juin

per grazia ricevuta

 
 
Dividevo con fràtimo i miei ultimi riconoscimenti da blogghar - gradirei prestaste attenzione al commento -in data odierna di post vecchissimo- d'un giovine manager consultant assistant che, dai colli berici ma anche da svariate assemblee costituenti di questa nostra, vostra europa a più velocità, plana nel blog spéis, obliato dai più, della qui scrivente, notoriamente avvinta dalla trascinante passione per la strategia d'impresa. Voglio internazionalizzare pure rione mazzini, col trattato di washington. Poi, leggere d'antigone sulla panca poco pretenziosa, a dirla tutta, di 'maria e carmine andretta boston USA, per grazia ricevuta'. 
L'antigone, in fin dei conti, è una madonna. 
26 mai

il riciclo della carta

 
usavi criptare canti d'amore tra le pieghe dei quotidiani.
 
13 avril

l'aeroplano

 
 
 
c'incontrammo al voto; ci lasciammo al v(u)oto.
 
26 mars

.

 
la mamma a sant'a antonie ha fatt' lu vut'
si' le putess' trua' 'nu 'nnammurat'
e sant'antonie l'hav' respunnut'
va' a la furnacia e fallo fa 'r creta
 
a carife, stanno tutti zitti. quando nonna lidia aveva ancora il bar sport, la domenica d'inverno l'aria era satura di fumo di sigari e i vecchi dal viso paonazzo e i baffi cuciti bestemmiavano la madonna. nonna ha creduto di star per morire. allora la casa non va venduta, se una volta venite coi bambini? però rimettetela in piedi. vi lascio i soldi. fateci pure i riscaldamenti seri. e voletevi bene.
domenica sera, la ragazza di mario mi ha detto che i giapponesi usano servizi da the solo in legno. gli amici di daniele si rimpallavano battute d'aneddotica a ritmo incalzante mentre scontavo il mio jetlag esistenziale. lui era più a suo agio di quanto lo sia mai stato con me. si rincorrevano come fossero in bicicletta. roba di formule dialogiche private, amicali, oliate, se partecipi sei fuori luogo e se t'estrometti sei autistica. l'indomani cialtrone mi rassicura.
il giornale merletta. sono giorni che mi chiedo a chi hai lasciato la collezione di spade.
 
 
 
 
 
17 mars

filomena marturano

 

 

 

c'è che racconto un incubo a una persona e aspetta che ci disegno un fumetto e aspetta che scenda a comprar il carboncino e questo nel giro dei due istanti successivi. stamane che m'astraggo dalle abusate ciarlerie dei giovini giuristi federiciani pidiellini antiabortistiperchéfaserio, l'aula ottagono m'appare come l'unica che sia degna d'ospitare un consesso universitario, perch'è lignea, vetusta e con gli scaloni a degradare verso il basso. originariamente, leggo, era un'aula di chimica e allora in quarta fila vedo la mia mamma e quant'è bella, bella in modo sottile, e un fermaglio d'osso che le trattiene i capelli. io e gilda dicevamo ch'avremmo fatto come quelli di un telefilm su raidue, che in casa erano in dieci e poi forse una era pure incinta, forse no. c'immaginavamo insieme, comunque. quantomeno io c'immaginavo sullo scalone dell'alma mater e l'esame di fisiologia cui l'avrei accompagnata e i film di woody allen. tanti anni fa, quando papà era un mito e ci portava alla villa esther, io e tommi cantavamo il fico di guccini che mettevamo nella rover verde bottiglia. nella nuova macchina di papà non ci sono mai salita. l'estate di due anni fa, che tutto s'ammantava di una compostezza corposa e io e te non avevamo ancor mai litigato, giocavamo al gioco del chi dice più verbi con una lettera vince. ne dicemmo, com'è ovvio e non lo era, centinaia e probabilmente t'arrendesti tu perché io non mi sarei mai arresa, perché era il gioco che facevo nella rover con papà.

4 mars

annales

 
 
poi m'innamorai d'un blogger
2 mars

stronzi

 
 
E lo 'stronzo' a mezza voce di tricarico a chiambretti, che gigioneggiava com'un puffo, sublimò l'istante in cui 'l baraccone venne giù e il pubblico posticcio crioconservato e giù pure i giovani a far i vecchi e i vecchi a far i giovani e le tette d'argilla cotta della tatangelo e pure l'insana passione che mi trascino da bambina, giù pure quella.
 
 
tricarico il funambolo, però, resta in piedi
 
 
 
16 février

tenerli aperti, altroché

 
 
Mi sono impegolata nella sabbia mobile del più cieco definizionismo emozionale, quell'imponente slancio verso un'esistenza da procariote
ch'è il chiedersi, in ogni istante secondo del miserrimo anno solare, se ci si senta tristi o felici.
30 décembre

patrie galere

                                                                                                                
                                                                                                             Comm' avessa fa'? 
                                                                                                             Vummeca' 'sta cundanna? 
                                                                                                              Nu' vvoglio sgarra' 
                                                                                                             Si nun moro m'appenno.
 
duemilasette, quattrocentotrentuno suicidi da carcere. Vi penso.
 
 
19 décembre

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Vorrei dirti ch'andrà tutto bene e convincermene. Non avvertir un freddo che mi fa immobile, quando scendo san sebastiano senza di te. Porto i guanti anche a casa: l'ipocontatto mi tranquillizza. Se guardo oltre, la vista ne perde: non parlo di futuro per non annaspare. Abbisogno d'eccellenza in quel che faccio, per prendermi indietro la mia fisionomia. T'andrebbe mica un the?  
 
 
 
 
14 décembre

Studyin' law.

 

 

 

6 décembre

Cilicio.

 
 
Una volta, ho preparato dei cookies. Per un uomo.
Credo d'avervi ricamato dei cuori di cioccolato col dosatore.
Avevo più di sei anni.
 
Segnalo ai laidi giovini universitari napoletani che, se avanzasse loro tempo tra la bisca di strip-poker fuorigrottense e il seminario di scienze informatiche 'youporn: la nuova frontiera dell'high quality', in una macroarea non meglio definita in centro, sorge l'Ice Art Gallery, aka una cella frigorifera attraverso la quale, coperti da stilosi poncho di pelle di lupo generosamente offertivi all'ingresso insieme a un gustoso distillato di ketamina, vi farete strada tra sculture di ghiaccio.
 
E'nata la creatura più attesa dell'anno solare, in un lento meriggio di vizi dell'atto processuale: Leila, avrai la bavetta più rock 'n roll di quella di Frances Cobain, te lo giuro.
 
Gli ho comprato un cubo di Rubick, ch'a napoli è il cubo magico, circa ventisei ore prima che mi telefonasse e mi comunicasse, con tono ieratico, di aver appena acquistato un cubo di Rubick. Dannazione.
 
Paginone centrale: eventi cittadini cui presenziare per riaffermare la propria permanenza in società, dopo il duro periodo d'intossicazione da 'grey's anatomy di venerdì sera'.
Venerdì quattordici dicembre, al Black House Blues, per il ciclo 'Vito è realmente un filantropo', suonerà il gruppo del doc . Mi sembra aprano i Plump: vi consiglio di fornirvi d'un ipod.